Golden Milk: ricetta del latte d'oro allo zafferano | Luminal Park

Ricetta Golden Milk: elisir d'oro allo zafferano

La bevanda del momento, a base di curcuma, ha proprietà curative straordinarie. Scopri come trarne i maggiori benefici.

Anche se gli spritz all’ora del tramonto o le brioches con gelato a colazione ci sembrano ormai un ricordo, adesso che gli orari da ufficio e le piogge dettano ben altri ritmi alle giornate, per il nostro corpo non sono poi così lontani.

Serviranno almeno due mesi perché ogni sua cellula perda la “memoria” di quegli eccessi e ritrovi il suo equilibrio.  E molto spesso, come ormai abbiamo imparato a capire, sarà proprio la pelle a fungere da cartina di tornasole di quante tossine stiamo - o non stiamo - lasciando andare.

 

La stagione del Metallo

L’Autunno, per la macrobiotica e la Medicina Tradizionale Cinese, è il tempo dell’elemento Metallo, che rappresenta lo scambio interno-esterno, il passaggio e la capacità di lasciare andare ciò che non ci serve più, proprio come fa un albero con le foglie secche.

Polmoni, colon, pelle: i tre organi che rappresentano questo elemento, ognuno a suo modo, accolgono quotidianamente sostanze nuove necessarie al nostro rinnovarci (ossigeno, cibo, sole e, simbolicamente, la nostra capacità di accettare il nuovo, ovvero idee e stimoli provenienti dall’incontro con gli altri) e fanno uscire ciò che non ci serve più (rispettivamente anidride carbonica, scorie, sudore e, sul piano simbolico, emozioni non più necessarie e anzi dannose se tenute dentro, magari legate a eventi o traumi del passato).

Problemi di congestione di naso o bronchi, costipazione e difficoltà di motilità intestinale e patologie cutanee saranno quindi spesso legate proprio a uno squilibrio nell’elemento Metallo, che in questa stagione è al suo culmine. Prendersi cura di questi organi in questo momento vorrà dire assicurare a loro e a noi una buona salute, sia sul piano fisico che su quello emotivo, per il resto dell’anno.

 

Per questo, quando puntualmente al cambio di stagione sento parlare di “diete depurative”, “piani d’urto” per “tornare in forma dopo le ferie”, “detox di stagione” a base di diete liquide e “insalatone spezzafame”, giornate di semi-digiuno, succhi e centrifugati verdi per “ripulire il fegato”, storco un po’ il naso. E mi chiedo come sia possibile essere arrivati a ignorare così tanto l’intelligenza del nostro corpo da imporgli ritmi, tempi e stagionalità falsate, che non gli appartengono. Proveremo a piegarlo ai nostri bisogni - come se fossimo la mente e possedessimo un corpo - e lui si ribellerà ancora di più, manifestando i suoi bisogni ignorati - perché in realtà noi siamo il nostro corpo e possediamo una mente - facendosi sentire nell’unico linguaggio che conosce: la malattia.

Mangiare insalate crude in inverno, continuare a fare colazioni a base di succhi e smoothie come se le stagioni non fossero cambiate, forzarci nel bere più acqua di quella richiesta dalla nostra sete: tutto questo produrrà un tale raffreddamento nel corpo, in un momento in cui, invece, l’abbassarsi delle temperature esterne richiederebbe cibo secco, riscaldante, e protezione, che in due mesi ci ritroveremo con raffreddori, febbri, intestino pigro o transito accelerato, gonfiori addominali, pelle secca, arrossamenti, irritazioni e infiammazioni. E daremo la colpa allo stress...

 

Re Mida in cucina

Uno dei primi concetti che mi ha affascinato quando ho cominciato a studiare le medicine orientali è stata l’idea di “dieta” (inteso come mangiare quotidiano) come atto sacro, di nutrimento, e non di privazione, principio che potete ritrovare nella macrobiotica, nella tradizione indiano-ayurvedica e nella medicina cinese: un concetto rivoluzionario per noi occidentali, sempre strizzati in regimi  - già la parola fa venire in mente divise e fucili spianati - alimentari imposti con odio e denti serrati al corpo, focalizzati sui cibi che non devi mangiare (i cibi liberi-da che riempiono gli scaffali dei supermercati adesso ne sono un esempio), i centimetri da eliminare, le rughe da cancellare, i brufoletti da far sparire.

La leggenda racconta che tutto quello che Re Mida toccava diventava oro: ecco perché oggi vorrei portarti nella sua cucina. Berrai una sua pozione e ti trasformerai in oro puro. Ho pensato, infatti, di regalarti una coccola notturna, che faccia risplendere la pelle al mattino, ma soprattutto mostri come sia possibile prendersi cura del proprio corpo e persino disintossicare il fegato con una pratica gentile e piacevole.

Come sia possibile prendersi cura di sé perché ci si ama al punto da voler stare meglio e sentirsi meglio, e non spinti dall’odio per le proprie imperfezioni.

Ho così pensato di combinare la popolarità e le virtù del Golden Milk - la bevanda gialla a base di curcuma che impazza sul web e negli Healthy Café, da San Francisco a Londra - di cui vi fornisco il vademecum definitivo, con quelle meno note di altri due ingredienti dalle virtù  ugualmente straordinarie.

Foto di Alessandra Spairani – www.alessandraspairani.com

L’ideogramma cinese di Metallo contiene in sé la radice della parola “oro”: un metallo preziosissimo e resistente, una bellezza forte e dura, raggiunta eliminando ogni rifiuto. Questo “latte d’oro” farà lo stesso con voi, ripulendo il corpo dalle tossine, rafforzando il sistema immunitario, riscaldando gli organi interni e attivando l’Igni - il fuoco digestivo, il primo passo verso una buona salute secondo l’Ayurveda-, resettando l’organismo e ricostruendo la salute dalle fondamenta.

Energeticamente, inoltre, questo liquido denso e caldo aiuterà la vostra energia a fluire verso il basso, facendovi sentire più radicati e meno prede del chiacchiericcio della mente, assicurandovi sonno più profondo e umore migliore al risveglio, chiarezza mentale, maggiore focus durante il giorno e pulizia nel campo energetico.

La curcuma

Nota per le sue proprietà antinfiammatorie e usata in medicina per oltre 4000 anni, la curcuma è rinomata per essere di grande aiuto nei casi di malattie della pelle, artrite, problemi digestivi, del sistema immunitario e, negli studi più recenti, addirittura di aiuto nelle patologie tumorali, a patto che però se ne rispettino alcune regole.

La curcumina, la sostanza ricca di polifenoli che conferisce a questo rizoma il caratteristico colore giallo aranciato, è uno dei più potenti antiossidanti e antinfiammatori noti al mondo, ma si attiva - e quindi viene assorbita dal corpo, insieme ai suoi effetti benefici - solo in particolari condizioni:

  1. essendo liposolubile, per essere assorbita e non espulsa immediatamente, deve essere accompagnata da una materia grassa, meglio se sana, di origine vegetale come il latte di mandorla o di cocco, l’olio di oliva o di cocco, o animale come nel caso delle ricette tradizionali indiane a base di ghee o burro chiarificato;
  2. la piperina, componente del pepe nero, inibisce l’attività del fegato che, trovandosi a contatto con una sostanza estranea quale la curcumina, cerca di sbarazzarsene più in fretta possibile. Se il pepe è macinato fresco, gli olii essenziali potenziano questo effetto e la biodisponibilità della curcumina può aumentare anche del 2000%;
  3. in presenza di calore.

Come al solito, la sapienza empirica tradizionale non aveva sbagliato: la prossima volta che mangiate un curry fate caso al concetto di base (curcuma attivata da olio, pepe, calore).

Lo zafferano

Oro nostrano quasi dimenticato o relegato nei risotti della domenica, per l’Ayurveda fa parte dei “Varnya gana”, ovvero letteralmente, “quelle piante che conferiscono bellezza e splendore alla pelle”. Ne viene infatti raccomandato l’uso interno e topico nei casi di acne, pelle secca, brufoletti, rossori, impurità.

È una delle piante più costose usate in medicina ayurvedica, poiché pochi pistilli sono frutto di un grande e durissimo lavoro di raccolta, ma è anche una delle più potenti (per cui ne basta davvero una punta). Anche la medicina cinese ne riconosce la forza terapeutica nel trattamento di un ampio spettro di disturbi.

Senza scendere in troppi dettagli, nella tradizione ayurvedica si dice pacifichi i tre dosha (vata, pitta, kapha, le tre tipologie di costituzione), accendendo il fuoco corporeo con il suo gusto amarognolo, e riportando il corpo a uno stato neutro di equilibrio.

Come la curcuma, anche lo zafferano è rinomato per le sue proprietà purificanti, antinfiammatorie, antiossidanti e antibatteriche, di particolare beneficio per il fegato.

L’Ashwagandha

Ho aggiunto al golden milk un ingrediente dal nome quasi impronunciabile, ma che imparerete presto ad amare. L’Ashwagandha è un adattogeno, ovvero si adatta ai bisogni del corpo,  supportandone le funzioni principali in modo gentile, senza sovrapporsi o interferire con un principio attivo esterno.

È anche nota come il “ginseng indiano”, adoperato in Ayurveda come  antistress naturale, utile contro stati di ansia, nervosismo e depressione, come pure in caso di insonnia, stanchezza e difficoltà di concentrazione, perché in grado di supportare il lavoro delle ghiandole surrenali responsabili della produzione di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, (più lavorano, più ne producono, più vi sentirete tesi e stressati). Regolarizza le funzioni tiroidee, regola i livelli di glucosio nel sangue; il suo alto potere antiossidante combatte i radicali liberi e previene il danneggiamento cellulare; ha un forte potere antinfiammatorio ed è preziosa nei casi di anemia perché ricca di ferro.

Può essere assunta tranquillamente da tutti, ma, visto il suo effetto ansiolitico, tranquillizzante e distensivo (da cui il nome scientifico di Withania somnifera) la sconsiglio nei caso di terapia farmacologica a base di ansiolitici, in gravidanza e durante l'allattamento. Per potenziarne gli effetti, andrebbe assunta mattino e sera, nelle dosi di 2 a 1.

Nonostante sembri una diavoleria esotica, per familiarizzare con questo ingrediente vi sarà forse di aiuto sapere che è della stessa famiglia di pomodori e patate (la pianta stessa ha infatti  l’aspetto di quella dei pomodori ciliegino, anche se tutte le proprietà sono contenute nelle radici) e che, dopo India e Pakistan, tra i principali coltivatori al mondo ci sono proprio Sicilia e Sardegna.

La trovate sotto forma di integratore in polvere in erboristerie e negozi di alimenti bio, ma se non ne avete a disposizione non preoccupatevi: questo elisir può fare la sua magia anche senza.

Sogni d’oro! Splendete...

Ingredienti:

Per la pasta d’oro:

1/4 di tazza di curcuma (grattugiata fresca o in polvere)
1/2 tazza d’acqua naturale
1 cucchiaino di stimmi di zafferano
1 cucchiaio di spezie (io consiglio una miscela di semi di finocchio, cannella, chiodi di garofano triturati, cardamomo in polvere)
1 cucchiaio di succo di zenzero fresco

Per il golden milk:

1 cucchiaino di kuzu, dissolto in un po’ di latte
1 tazza di latte di mandorle
1 abbondante spolverata di pepe nero, appena macinato
1/2 cucchiaino di ashwagandha
miele o malto di riso o d’orzo (facoltativo)

Procedimento

Per la pasta: Metti gli stemmi di zafferano in ammollo in una tazzina con poca acqua ben calda per un’oretta. Copri la tazzina per non disperdere gli olii. Versa quell’acqua in un pentolino, insieme a mezza tazza d’acqua, e portala lentamente a bollore, dopo aver aggiunto la curcuma (se secca, controlla che sia organica e di alta qualità) e la tua miscela di spezie. Fai sobbollire, mescolando continuamente, fino a ottenere una pasta giallo brillante, densa e corposa.

Lascia raffreddare, riponila in un barattolo di vetro e conservala in frigorifero ben chiusa (fino a 6 settimane).

Per il golden milk: Dissolvi la polvere di kuzu in un dito di acqua, aggiungi un cucchiaino della pasta d’oro e mescola bene, prima di versare il tutto in un pentolino insieme al latte di mandorle. Porta a bollore e lascia sul fuoco per 2-3 minuti. Spegni, versa l’elisir in una tazza, aggiungi la polvere di ashwagandha, il pepe nero e, se vuoi, il dolcificante naturale prescelto. Bevi caldo e fila dritta a nanna!