Amsterdam Light Festival, il festival delle luci | Luminalpark

All'Amsterdam Light Festival si gioca con la luce

Al concorso artistico di fama internazionale approdano due giovani artisti italiani. Ci raccontano la luce, la loro vera passione, e il modo in cui hanno scelto di interpretarla.

Arrediamo con la luce, decoriamo con la luce e da più parti nascono iniziative che giocano con la luce: è il caso dell'Amsterdam Light Festival, un festival alla quarta edizione e già di respiro e importanza internazionale. Nato per “non temere il buio dell'inverno” promette di illuminare le strade e le vie d'acqua della città, coinvolgendo turisti e residenti con giochi di luce e di colore, a piedi e in barca.

Un festival illuminante fin dalla concezione : un concorso aperto a tutti, per permettere anche agli artisti meno noti di farsi conoscere.Tra febbraio e aprile sono arrivati circa 500 progetti valutati da una giuria composta dal direttore artistico del festival, Rogier Van der Heide e da Tim Molloy, direttore artistico del National Science Museum di Londra, dall'art director Tracy Eck, da John Jaspers, direttore del Zentrum für Internationale Lichtkunst, dal fotografo del National Geographic Cris Toala Olivares e dall'architetto Lydia Fraaije.

Tra i trentacinque vincitori una coppia di creativi italiani

Valentina Novembre, copywriter e Luigi Console, visual designer, reduci dal "Kick off Meeting" che ha ospitato ad Amsterdam tutti i partecipanti per organizzare al meglio un Festival che comporta anche grandi sfide tecniche e installative. La loro opera si chiama "Together" e potremo vederla solo durante i 55 giorni del Festival, dal 28 novembre 2016 al 17 gennaio 2017. Nell'attesa, incuriositi, li abbiamo intervistati: la luce, in tutte le sue forme, è la nostra passione.

Come è nata l’idea di partecipare all’Amsterdam Light Festival?

L’idea nasce all’interno dell’agenzia di comunicazione in Puglia nella quale lavoriamo.Lavorando ogni giorno fianco a fianco ci è venuta voglia di mettere insieme le nostre due anime, da visual designer per Luigi e da copywriter (o meglio da innamorata delle parole) per Valentina, per realizzare un’opera che ci rappresentasse.L’Amsterdam Light Festival ci è sembrata un’ottima occasione per sperimentare e per sperimentarci come coppia creativa.

Amsterdam Light Festival 2017
In che modo avete usato la luce per esprimervi?

La luce è lo strumento che utilizzeremo per raccontare la nostra storia.L’installazione si animerà e avrà un senso solo perché la luce darà vita a determinate lettere e a determinate parole.Senza la luce la storia non inizia, non si sviluppa e non si fa vivere.

Vivete e lavorate in Puglia, regione in cui le luminarie sono parte integrante dell'arredo urbano: quanto di questa tradizione c'è nel vostro progetto?

Le luminarie sono una parte importante della nostra storia e della nostra cultura popolare.Le luminarie per noi rimandano immediatamente a momenti di festa, di gioia, di condivisione. Sono una sorta di rappresentazione e di celebrazione di una collettività che si ritrova in un determinato momento, in un determinato luogo.Nel nostro progetto c’è esattamente questa voglia di ritrovare se stessi quale parte di una collettività più ampia all’interno di uno spazio urbano che appartiene a tutti, attratti e protetti da un corpo luminoso.

Un'ultima curiosità: quando fate l'albero di Natale?

Io (Valentina) di solito lo faccio il 24 dicembre perché fatico a entrare nell’atmosfera natalizia ma poi mi affeziono a questo piccolo oggetto che si illumina e lo tengo fino a febbraio inoltrato.Luigi non sa cosa sia un albero di Natale ma quest’anno gli addobbi li andiamo a comprare insieme.

Magari comprateli da noi :-)